Scusate il titolo provocatorio: non ha niente a che fare con la vostra igiene personale. Serve solo ad attirare l’attenzione su un problema che affligge le nostre abitazioni: quelle docce ridicole 70×70, che io chiamo “bare verticali”. E’ vero che le nostre case sono sempre più piccole, ma non perdiamo di vista le priorità e le dimensioni della doccia devono diventare una nostra priorità! Provate a pensare a cosa significa “farsi una doccia”: in primis c’è l’atto igienico, ma psicologicamente è forse uno dei pochi momenti che dedichiamo totalmente a noi stessi, in cui ci rilassiamo, lasciamo fuori tutti i nostri problemi, cantiamo, riflettiamo e tanto altro ancora. Non so voi, ma io vorrei trascorrere questi minuti così preziosi in un ambiente rilassante e comodo: e cosa c’è di rilassante e comodo in uno spazio di 70cm? Il gomito che sbatte contro il vetro del box, lo shampoo sempre troppo in alto perché se messo più in basso occupa spazio; se poi ci cade la spugna sul piatto doccia è finita perché non possiamo piegarci se non aprendo l’anta. Insomma, vogliatevi bene e concedetevi qualche centimetro in più. Anche in bagni piccolissimi, come in 2x2m, è possibile realizzare una doccia con la D maiuscola e senza spendere tanti soldi in più.  La differenza di costi tra un piatto doccia e l’altro è minima! E invece di chiudere il tutto con i classici box doccia in vetro, create delle mazzette in muratura che vadano a chiudere almeno due lati (vedi foto): avrete così doppio vantaggio perché prima di tutto è molto più bella e poi perché una singola anta in vetro costa molto meno.  Vorrei spendere due parole anche per il rivestimento: l’utilizzo del mosaico è un classico, ma costa parecchio perché il più delle volte è venduto a foglio. Vi posso garantire che avrete un effetto fantastico anche utilizzando delle semplici piastrelle “20×20”, purchè siano di colore diverso rispetto al resto del bagno, anzi meglio ancora se poserete, solo sulla parete a vista, il materiale utilizzato per il pavimento. Ultimo consiglio: aggiungete al miscelatore un regolatore di temperatura. Saranno cento euro di puro piacere.